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La prima rivista di turismo su gomma
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LA RIVISTA

Slowdrive Magazine n. 11

 

 

 

 

 

 

 

 

Editoriali 11 articoli

 

SOGNARE IL FUTURO GRAZIE A UOMINI CHE HANNO FATTO GRANDE LA STORIA DELL’AUTOMOBILISMO

Che tempi, quanta tristezza! Sono molti, troppi gli amici e i conoscenti che hanno terminato il percorso della loro vita, uno fra tutti, l’amico editore Giorgio Nada. Ma non è possibile dimenticarci del grande Pilota Stirling Moss (Londra, 17 settembre 1929 – Londra, 12 aprile 2020). Con lui abbiamo percorso momenti che rimarranno scolpiti nei nostri ricordi. Alla fine degli anni Ottanta con il Campione, Luigi Filippini e altri collaboratori abbiamo realizzato un libro dedicato alla Ferrari 250 GT edito con il marchio Mille Miglia Editrice. Un’opera che fu molto cara all’autore, non solo per come venne curata l’edizione, ma soprattutto per quanto Pininfarina scrisse nella presentazione del libro.

La documentazione storica degli archivi del Museo Mille Miglia ci ha consentito di fare qui memoria di un fatto privato riguardante il “Mantovano Volante”. La minuta dell’articolo riguarda una conversazione del pilota con un religioso che dà cenno raccontando i suoi incontri con Tazio Nuvolari, avvenuti in un periodo tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50… «La curiosità di Tazio l’ha portato a chiedere a me il significato di un suo sogno che lo aveva reso di malumore perché gli suscitava l’angoscia del presagio. Iniziò parlando della giornata passata in mezzo alla gente del suo mondo. Mi raccontò di essere stato turbato dalla reazione che avevano avuto alcuni dei suoi fan vedendolo con una mascherina, a lui in quel momento necessaria per i problemi polmonari di cui soffriva. Aggiunse che era rimasto male nel constatare che questi amici non lo accoglievano più con il solito entusiasmo, ma lo percepivano come un essere contagioso da cui prendere le distanze. Pensò poi a quanto lo aveva offeso e depresso questa situazione, ma soprattutto lo colpiva il fatto di poter essere anche lui, magari in altre circostanze, colpevole della stessa non innocente superficialità.

La notte lo portò poi a sognare di trovarsi nel mezzo di un momento per lui terribile: in piena corsa, in piedi davanti alla sua sognata Cisitalia-Abarth 204 A Spider Corsa ferma per un guasto. Fu turbato fino al punto di dover chiedere con insistenza lumi sul significato di questo sogno. Francamente non ero adatto a dare risposte, dissi: “Bè… anche Cicerone (nel De divinatione) sosteneva che alcuni conoscevano l’arte di svelare i misteri dei sogni”. Che potevo dire, nessuno vieta di pensare che i sogni siano rivelatori di cosa sarà il futuro. Detto ciò, lasciai che le parole prendessero l’unico verso possibile. Lo esortai a guardare alla speranza».

Anche noi oggi cerchiamo risposte... Come sarà il nostro futuro? Che vita ci aspetta? Una cosa è certa: la nostra storia ricca di grandi valori che abbiamo ricevuto in eredità da uomini, tra i quali Tazio e Stirling, che nella vita hanno partecipato a costruire il progresso. Il progresso è una realtà imprescindibile che ci consente di continuare, anche oggi, a sognare dando ai nostri sogni un significato che guarda e immagina fruibile il bello e il buono della nostra grande Italia, con le sue strade, città, centri storici, borghi unici che ci auguriamo di poter percorrere presto con le nostre amate automobili, per poter tornare a vivere con consapevolezza e serenità la nostra vita di tutti i giorni.

Sogniamo di partecipare a Club e a forme associate capaci di indicarci percorsi armonici superando quelle visioni superficiali del “super-io” che tanto mortificano quando, per circostanza, siamo noi a doverlo subire.

Sogniamo sodalizi in grado di andare oltre gli interessi di bottega, aperti ai grandi veri valori, quelli che si esprimono solo avendo sensibilità e attenzione verso il noi, verso il bene di tutti.

Sogniamo aiuto e solidarietà come abbiamo saputo trovare e dare in questi primi mesi del 2020. Anno, questo, da percorrere con prudenza e impegno per un futuro tutto da vivere con nuovi occhi.

 

Francesco Chiolo

Direttore Responsabile

chiolo@editorialedelfo.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie al grande Stirling Moss ho provato lemozione di stare al volante della mitica 722.

 



 

LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA È REPENTINA E GLOBALE ANCHE PER IL MONDO DELL’AUTOMOBILE

Questa rivoluzione ha senso se va a beneficio non solo di un ipotetico sviluppo tecnologico e industriale, ma anche e soprattutto della società nel suo insieme. Le automobili, attraverso la loro metamorfosi, che si voglia o no, rimarranno ancora per altro tempo al centro dello sviluppo.

Il 5G è già una realtà, una vera e propria innovazione digitale pronta a cambiare ulteriormente le nostre vite. Le potenzialità delle applicazioni sono molteplici, non solo per la mobilità ma anche per la medicina e per tantissimi altri ambiti. Tutto il mondo sta pensando e cercando di diventare ecofriendly e la cosa è tutt’altro che facile. L’innovazione e la modernità degli strumenti a divenire sono innegabili, avanzano e non possiamo che sperare che questi servano a migliorare la qualità della vita. Per quanto riguarda la nostra passione, o meglio ancora il nostro amore per le auto storiche, la mancanza di ricerche specifiche e di un’adeguata promozione della cultura di settore (servono momenti di alta formazione, corsi universitari, ecc.) sono un vero e proprio buco nero. Senza dati certi non si va da nessuna parte. La precarietà della realtà conoscitiva attuale consente ad alcuni di pensare che quel grande patrimonio di “opere d’arte in movimento” che sono le auto storiche, realizzate nel secolo passato da una schiera di illuminati imprenditori e da una vera e propria aristocrazia del lavoro, possa essere ibernato e immobilizzato in garage. Si sta facendo di tutto per dare una rappresentazione non corretta delle auto storiche. Si falsano i numeri, non si sa in che misura certa queste incidano sull’inquinamento, si prendono provvedimenti restrittivi sull’uso pensando erroneamente di rimuovere, attenuare o risolvere un problema come la qualità dell’ambiente che affligge tutte le comunità del mondo. La cosa più macroscopica è quella di pensare che i collezionisti di queste opere dell’ingegno dell’uomo siano così arretrati e culturalmente stolti da voler investire passione e denaro per conservare indistintamente tutto ciò che l’industria automobilistica ha prodotto. È come sostenere che ogni cosa  realizzata dall’uomo nel tempo vada conservata in maniera acritica e romantica, senza usare quei fondamentali indirizzi di repertoriamento  per specifiche categorie che dovrebbe attribuire alle cose il giusto valore.

Ma torniamo a cosa pensano, o peggio ancora a come agiranno gli amministratori senza una efficace strategia di difesa di questo grande patrimonio che il nostro Paese possiede. È un dato di fatto che  stiamo riempiendo le nostre città in maniera indiscriminata di auto inguardabili e poco rappresentative dei valori del motorismo e del design, dimenticando che l’industria italiana di questi valori è leader nel mondo. Questo grande patrimonio in movimento deve poter circolare nelle belle strade del nostro Paese, nei borghi, nei centri storici unici che l’Italia ha. Questa libera circolazione deve essere sì permessa, ma ai soli veicoli realmente storici, identificati da certificatori con nuovi criteri in grado di garantire e classificare questo grande patrimonio. Noi comunque restiamo della convinzione che collezionare automobili non sia solo la nostra passione, il “nostro amore”, ma che il motorismo storico sia una realtà in grado di mantenere, difendere e promuovere un grande “bene” che il nostro Paese ha. Per noi non è solo conservare tracce di passato, ma è credere che queste siano parte considerevole del valore della nostra memoria e pertanto luce per il futuro.

Francesco Chiolo

Direttore Responsabile

chiolo@editorialedelfo.com

 

 

 

 

 

 

 

In garage sogni da otto miliardi, un articolo

del Corriere della Sera sullo straordinario

valore del collezionismo.



 

RIFLESSIONI UTILI AL FUTURO, MOMENTI IMPORTANTI PER LA CULTURA DI SETTORE

Continua la riflessione sul futuro dell’automotive. Due momenti importanti: il primo, più conviviale, è quello avvenuto Domenica 9 Giugno all’interno del Museo Mille Miglia dove si sono incontrati Ugo Isgrò Themel, Presidente Nazionale dell’Associazione Amatori Veicoli Storici, Alberto Scuro, Presidente dell’ASI (le due Associazioni attive che maggiormente rappresentano in Italia la FIVA) e Lorenzo Boscarelli, Presidente dell’Associazione Italiana per la storia dell’automobile “AISA”.
In questa giornata la promozione culturale del collezionismo è stata affidata alla relazione dell’Ingegner Giorgio Marzolla. Va detto, per chi non lo conosce, che Giorgio Marzolla è quel geniale appassionato collezionista che ha recentemente presentato il restauro della sua singolare Lorraine De Dietrich, un’auto del 1906 prodotta da due grandi Case automobilistiche che firmarono l’accordo per realizzare questa vettura.
Da una parte la Lorraine De Dietrich, fabbrica franco tedesca, dall’altra la prestigiosa Isotta Fraschini. Imprenditori di allora, vero, ma capaci di sognare e dar vita a imprese internazionali. Giorgio Marzolla ha ricordato che la Casa Automobilistica Isotta Fraschini appartenne negli anni alla lungimirante famiglia del Conte Franco Mazzotti, uno dei 4 Moschettieri che con Aymo Maggi, Giovanni Canestrini e Renzo Castagneto organizzò e diede vita nel 1927 alla Mille Miglia. Marzolla è un vero libro vivente della storia dell’automobilismo italiano. La sua figura e la sua competenza ci hanno permesso di ricordare che il motorismo storico rappresenta diversi valori socio-economici e non solo. Infatti il comparto genera un valore pari a 2,2 miliardi di euro riguardanti il costo di restauro e manutenzione aggiunto all’indotto generato dall’utilizzo. Tutto questo contribuisce a produrre lavoro per migliaia di artigiani che con le loro competenze esclusive pongono l’Italia ai vertici mondiali.
Il mondo dei collezionisti è un target poetico di persone particolari che passano dal valore del rispetto al senso del dovere nel salvare il patrimonio motoristico e, infine, pensano e sanno apprezzare il bello del piacere. Certo, i tempi sono cambiati, dobbiamo fare i conti con la sostenibilità dell’ambiente. La grande maggioranza dei collezionisti di auto storiche ama non solo le automobili, ma anche il nostro pianeta ed è capace di puntare su comportamenti virtuosi (come la cultura del riuso, il riutilizzo delle parti originali) che già da anni si adottano nel nostro settore. Eppure è opinione diffusa che l’Italia non sia attenta alle produzioni innovative, non guardi con attenzione ai veicoli ad energia pulita, elettrici, che si alimentano con il biometano, con l’idrogeno. Non è vero, nel nostro Paese questi orientamenti di base ci sono, basti pensare che in Italia nel settore agricolo c’è il maggior numero di aziende biodinamiche rispetto ad altri Paesi europei. Continueremo a batterci perché le nostre storiche auto percorrano le strade italiane che sono tra le più belle del mondo. Queste vetture continueranno ad essere un grande valore almeno per quanto concerne la storia che rappresentano. Questi oggetti d’arte, per stile e per tecnica, sono e saranno sempre un orgoglio italiano.
Il 12 Giugno i convenuti a Torino all’Heritage Day hanno dato continuità alla riflessione utile che sta a cuore ai collezionisti dell’auto storica presentando una piattaforma comune per la tutela del motorismo storico e un sostenibile ed equilibrato sviluppo del settore; hanno quindi approfondito il rilevante tema di dar vita ad una lista per salvaguardare modelli d’auto d’interesse storico. A questo importante incontro hanno partecipato: Roberto Giolito dell’Heritage Department of FCA Italy, Angelo Sticchi Damiani di Aci e Aci Storico, Ugo Isgrò Themel dell’Associazione Amatori Veicoli Storici, Alberto Scuro di ASI, Daniele Santarelli del Registro Italiano Alfa Romeo, Peppino Stancati di Lancia Club Italia, Vittorio Angela della Federazione Motociclistica Italiana. Giornate come queste fanno sicuramente bene alla cultura di settore e danno prospettive a un comparto di indubbio valore, ma anche di passione, che nel Museo Mille Miglia e nel suo Archivio Storico hanno affondato parte delle loro profonde radici.

 

Francesco Chiolo

Direttore Responsabile

chiolo@editorialedelfo.com



 

IL VALORE DEI TOUR DI AUTO STORICHE NELL'ECONOMIA TURISTICA

Il turismo in Italia non è l’industria perduta, tutt’altro. Il 5% del PIL e oltre il 6% degli occupati nel Paese hanno rapporto diretto con questo importantissimo comparto. L’ultimo report della Banca d’Italia considera questi dati di interesse anche nel confronto internazionale. Certo, c’è ancora molto da fare, l’industria turistica italiana dovrebbe muoversi in maniera più compatta senza sprecare 1 Euro in promozioni superflue ma concentrandosi il più possibile in campagne che identifichino e valorizzino meglio l’Italia nel suo insieme, soprattutto verso i nuovi mercati. Non certo per puntare l’attenzione su meriti che non ci appartengono in toto, ma siamo profondamente convinti che una certa utilità nel rendere note località sicuramente minori, ma che hanno fascino “da vendere”, l’hanno avuta anche i Tour di auto storiche. Portare questi “big spender” in piccoli, magnifici borghi è stato come aiutarli a gestire un incoming turistico di qualità e grande valore. I collezionisti di auto storiche si portano dietro quella buona cultura del riuso. In questi anni ho visto rinascere mestieri che senza questa mentalità sembravano morti e sepolti per sempre. Penso ai Maestri calzolai che ti permettono il piacere di indossare certe scarpe di buona fattura perché ripristinate dalla loro artigianale arte. Sicuramente gli amanti di auto storiche sono degli affezionati al restauro; a volte salendo sulla loro bella macchina, che ha ben più di 30 anni, sanno sì che il tempo passa e trascorrono le stagioni, ma loro si sentono, attraverso una piacevole illusione, come 30 anni prima. L’attenzione per il vintage è cresciuta come il turismo culturale. Che cosa c’è di più bello che guidare la tua “classic car” che per te rappresenta parte del tuo vissuto e che ogni volta che la guidi evoca una circostanza fatta di cose belle a cui tu sei irreparabilmente legato? Un augurio a tutti i nostri amici lettori appassionati di auto storiche. Continuiamo a sentirci bene vivendo la nostra passione. 

 

Francesco Chiolo

Direttore Responsabile

chiolo@editorialedelfo.com



 

IL VIAGGIO, LA CULTURA E IL TURISMO COME MOTORI DI SVILUPPO

Nei primi giorni di dicembre si è tenuta a Venezia una conferenza internazionale alla quale ha partecipato tra gli altri Xing Qu, Vicedirettore generale dell’Unesco, dove si è ribadito che la cultura e il turismo sono portatori sani di ricchezze e benessere globale.
Noi che ci occupiamo da anni di turismo in auto d’epoca sappiamo che nel nostro Bel Paese è disseminato in ogni borgo, anche nei più piccoli, un enorme patrimonio storico culturale lasciatoci in eredità lungo i millenni. Penso alle vestigia della civiltà romana, all’arte sacra e a quella rinascimentale, in sostanza non c’è un altro Paese al mondo con una storia artistica e feconda come l’Italia. Il nostro settore è fatto di passione per le auto d’epoca e di impegno per viaggiare con queste opere dell’ingegno dell’uomo attraverso centri storici e lungo le nostre strade più belle, coniugando auto storiche, paesaggi, turismo, cultura, eccellenze, enogastronomia e artigianato, il meglio di ciò che le nostre Regioni offrono. I collezionisti nazionali e internazionali che partecipano ai Grand Tour in auto storiche hanno da sempre la possibilità di scoprire luoghi, percorsi, dimore fuori dal triangolo delle capitali turistiche per eccellenza, quali Roma, Firenze, Venezia, ecc., che per nostra fortuna continuano ad attrarre una pressione turistica importante sotto il profilo economico ma che richiede attenzione e pianificazione. Noi sosteniamo che ci sono città, mete e percorsi non promossi in maniera adeguata, poco conosciuti ma che potrebbero essere grandi attrattori di turismo. Ad esempio Brescia con la sua storia, i suoi palazzi e la sua fortunata collocazione geografica tra Milano e Venezia, oppure Trieste che è la vera capitale della cultura Mitteleuropea. Ma potremmo continuare a citare tantissime altre realtà. I musei sono le altre pietre miliari nei nostri percorsi. Xing Qu durante la conferenza di Venezia ha elogiato il nuovissimo museo M9 di Mestre definendolo uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana in Europa, capace di rappresentare e divulgare in maniera innovativa la storia del Novecento. È vero, i Musei e le Pinacoteche hanno la potenzialità di trasformare l’atmosfera e la percezione delle nostre città. Certo, vanno comunicati in modo adeguato e devono essere collocati all’interno di contesti territoriali ben pianificati e promossi con strategie innovative. È inutile dire che c’è bisogno dell’impegno di tutti, pubblico e privato, per continuare nel nostro Paese il viaggio verso un sempre maggior sviluppo turistico / culturale, auspicando vere nuove politiche per una vita sempre migliore.

 

Francesco Chiolo

Direttore Responsabile

chiolo@editorialedelfo.com

 

 

 

 

 

 

Da sinistra: Xing Qu, Vicedirettore generale dell'UNESCO,

e Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia.



 

MANUEL VIGLIANI HA RACCONTATO DI UOMINI E DI MOTORI, DI CITTA' E DI PAESI LONTANI: CI HA REGALATO UNA STORIA INFINITA, LA SUA

Perché ho voluto pubblicare di seguito (pagina 6/7/8/9) questa auto-intervista che Manuel Vigliani, allora giovanissimo, ha fatto a se stesso? Per l’obbligo professionale che ho di mostrare riconoscenza al grande Maestro del giornalismo dell’automobile. Per chi ha conosciuto questo giornalista con la passione e la capacità di raccontare il mondo dei motori beneficiando della sua rara qualità umana di poetico narratore, intelligente ricercatore, intellettuale e grande professionista. Per circostanza e non per mio merito lui è stato, all’inizio del mio viaggio in questa professione, il mio primo Direttore Responsabile. Manuel Vigliani nasce a Brescia nel 1918. Studia all’Università Cattolica di Milano e si laurea in lettere classiche, scegliendo di dedicarsi alla scrittura. Inizia a collaborare con il “Giornale di Brescia” scrivendo coraggiosi articoli d’inchiesta. Dal 1949 entra stabilmente nella redazione di questo quotidiano, occupandosi di cronaca, politica e della mitica Mille Miglia vera 1927-1957 fino alla carica di vicedirettore. Quando muore, nel 1993, lascia nel mondo dei motori e della comunicazione un vuoto difficilmente colmabile. Di Vigliani si è scritto, giustamente, che ha inventato gli uffici stampa delle Case automobilistiche (anticipando i moderni sistemi di marketing e comunicazione) e sul suo quotidiano ha dato vita alle prime pagine fisse dedicate ai motori. Negli anni Settanta è Direttore Responsabile del mensile di cultura, automobilismo, moda, sport e turismo “Auto Selezione”, una pubblicazione che anticipa modalità comunicative in seguito largamente utilizzate da prestigiose testate nazionali. “Auto Selezione” era una rivista innovativa edita da Mirko Portello editore. Il primo tratto di strada di quella che poi è diventata la mia professione, l’ho iniziato nella piccola ma vivace redazione dove conobbi il Dott. Manuel Vigliani, allora Presidente del “Club Mille Miglia Franco Mazzotti”. Manuel ricopriva questo importante ruolo con altri grandi appassionati della Mille Miglia che, come lui, coltivavano il sogno della rinascita della “corsa più bella del mondo”. Nella redazione di Via Gramsci passava quasi ogni giorno facendoci partecipi della sua continua ricerca di nuovi scenari. Lo faceva cercando sempre il lato umano delle cose, delicato nello svelare i piccoli retroscena, i colorati sogni, i segreti dei grandi appassionati e dei grandi campioni con la sua grafia minuta e precisa in margine ai dattiloscritti. Fu lui che negli anni Settanta del secolo scorso mi nominò Direttore Editoriale di quel piccolo contenitore di idee e di passione che fu “Auto Selezione”. Grazie Manuel.

 

Francesco Chiolo

Direttore Responsabile

chiolo@editorialedelfo.com



 

IL PASSATO HA UN FUTURO 2018 ANNUS MIRABILIS DELLA STORIA

La ricerca ha saputo indagare e narrare la storia dell’ingegno umano che parla oggi di futuro. L’industria dell’automobile deve continuare il viaggio iniziatico, quello del perfetto connubio tra storia e cultura, tra tecnologia e ambiente, tra economia e valore dell’uomo. Il passato merita di essere promosso come una grande eredità. Ivrea è patrimonio industriale del XX secolo ed è entrata a far parte della World Heritage List come il 54° sito italiano Patrimonio dell’Unesco. La città di Ivrea, culla dell’hi-tech, ha ottenuto questo riconoscimento grazie al "dossier" che ha raccontato sì la città e la sua storia ma soprattutto la concezione umanitaria del lavoro propria di Adriano Olivetti. Il passato ha futuro solo se noi, compresa la generazione dei “nati digitali”, sapremo cogliere la grande eredità umana fatta di passione per la civiltà del fare. Il Cavaliere del Lavoro Attilio Camozzi è stato sicuramente uno dei grandi protagonisti di questa civiltà, non solo per l’impegno intelligente profuso nella gestione del Museo Mille Miglia ma soprattutto per aver realizzato il suo "sogno": un gruppo industriale capace di creare e dare lavoro a uomini e donne in 75 paesi nel mondo. Il Cavaliere Attilio nella sua vita ha raggiunto anche un altro grande obiettivo, quello di lasciare il “sogno” (l’attuale Gruppo Camozzi) nelle mani del figlio Ludovico per continuare la sua opera con la medesima passione. I valori della storia sono testimoniati dai risultati della ricerca. Anche quest’anno l’Istituto Policleto ha concluso l’indagine riguardante il “Viaggio a cielo aperto”. Il risultato di questo impegnativo studio ha arricchito con aggiornate informazioni l’Osservatorio sulle oscillazioni del gusto e sugli interessi di questo importante target di collezionisti di auto storiche nel mondo. L’universo indagato ha dimostrato attenzione per:
1) La ricerca riguardante le 99 città ospitali (tra queste figurano le mete del percorso Mille Miglia)
2) Il repertorio dei borghi più belli d’Italia
3) Il repertorio riguardante i castelli di 9 regioni
4) I 112 itinerari attraverso le più belle strade completi di mete, durata e costi. Altra indagine che ha mostrato grande interesse, soprattutto tra i collezionisti di auto storiche stranieri, è quella dedicata ai “99 protagonisti di sette secoli di storia d’arte”. Questi studi sono stati realizzati con la collaborazione di giovani ricercatori che paiono, ma solo in apparenza, sempre immersi nella loro attualità fatta di branding, web intelligence, social, ecc.
Avanti tutta, il viaggio della storia e della ricerca prosegue.

 

Francesco Chiolo

Direttore Responsabile

chiolo@editorialedelfo.com

 

 

 

 

L'Istituto Policleto ha organizzato il decimo British Car Meeting denominato Tour dei Laghi con partenza il 16 settembre 2018 dal Monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio d'Iseo / Brescia, Italia.



 

ABBIAMO UN GRANDE BISOGNO DI MECENATI DELLA CONOSCENZA

Il dialogo interattivo con i nostri lettori, ai quali va un grande ringraziamento, mi obbliga spesso a riguardare con attenzione cose scritte in passato o ricercare nelle vecchie edizioni soluzioni a quesiti, idee e momenti di approfondimento. Sono un sostenitore del valore del detto “il pane di ieri può essere buono anche domani”. Mi piacerebbe immaginare che il lavoro intellettuale, partendo da quanto c’è nelle Biblioteche, nei Musei, nelle Pinacoteche, venisse percepito come una rete di singularity university.
Questi luoghi sono contenitori dove gli uomini del passato hanno lasciato il loro grande lavoro, l’arte, le idee che la società contemporanea dovrebbe avere l’obbligo di trasmettere a tutti, o almeno ai frequentatori. Certo, oggi abbiamo un grande bisogno di mecenati della conoscenza. Se si vuole salvare ed elevare il patrimonio culturale diffuso nel territorio nazionale bisogna trovare modalità in grado di unire le risorse del pubblico con quelle del privato. Può sembrare banale, già detto da molti, ma se non si promuovono tutte le forme di associazionismo possibili, di patti di alleanza, di collaborazione si rischia di non progredire. Scrivendo questo mi viene alla mente una ricetta semplice scritta più di 100 anni fa da Elbert Hubbard, una sorta di Olivetti ante litteram: “Il mondo elargisce grandi doni, sia in denaro sia in onori, solo a chi possiede una qualità: lo spirito di iniziativa, la capacità di fare la cosa giusta”. Oggi, a mio parere, bisogna riconoscere valore alle forme associate, dalle più piccole come i nostri Club alle più grandi come l’Unesco, nata per difendere la bellezza del mondo, che dal 1945 ha lo scopo di diffondere l’educazione, la scienza e la cultura attraverso la cooperazione tra i Governi membri dell’ONU. Anche l’oggetto della nostra passione, il patrimonio motoristico mondiale, che rappresenta indubbiamente veri oggetti d’arte in movimento, può contare sulla FIVA (Fédération Internationale des Véhicules Anciens) che ha una mission planetaria in sostegno della cultura della mobilità, in difesa dei valori dell’ingegno umano, della civiltà del lavoro e dell’arte. Detto ciò è il momento di misurare in coscienza il nostro personale contributo che ogni giorno dobbiamo dare con “generosità” alla comunità di cui facciamo parte.

 

Francesco Chiolo

Direttore Responsabile

chiolo@editorialedelfo.com

 

 

 

La nostra Agenzia Giornalistica E.P.S. ha realizzato un'intervista, pubblicata nel numero 5 di Slowdrive Magazine, al Dottor Alfredo Coppellotti, un "libro vivente" protagonista della Mille Miglia degli anni Cinquanta.



 

IL NOSTRO BENVENUTO AD UN NUOVO E IMPORTANTE CLUB DI AMICI COLLEZIONISTI APPASSIONATI DI AUTO STORICHE

Il mondo degli appassionati di auto storiche non è una galassia immobile come molti pensano. In questi ultimi anni, a chi osserva da vicino questo mondo, pare proprio che abbia ritrovato un vero fermento. Albert Einstein in un’intervista al New York Times del 1932, quando ancora viveva in Germania, affermava con forza che “solo una vita spesa per gli altri e con gli altri è una vita degna di essere vissuta”. Il Collezionista appassionato mostra di essere aperto e capace di apprezzare l’appartenenza a sodalizi, a club “relativamente” nuovi ma in grado oggi di coniugare i valori dello stare insieme in amicizia con quelli della passione. È nata in quest’ultimo mese l’Associazione Amici del Museo Mille Miglia. È il buon frutto di una radice lunga, lo mostra il fatto che alla Presidenza sia stato eletto quel gentiluomo, storico appassionato che è il Dott. Vittorio Palazzani.
Al suo fianco, tra gli altri, come Vice Presidente l’Avv. Lino Gervasoni e come Segretario Generale il preciso e puntuale Dott. Vincenzo Monte. Tra i Soci figurano vincitori di alcune passate Mille Miglia e piloti di ritorno dalla mitica “London - Brighton” oltre a rappresentanti di rango della “nostra passione”.
In Italia gli aderenti a club di passione per le auto storiche sono molti e sono capaci di portare avanti non solo la cultura di settore ma anche quel sano spirito del “De Amicitia” di Cicerone.
Slowdrive è al servizio di questi sodalizi ed è un vero piacere riscontrare che le pagine del nostro magazine siano servite a contribuire a rafforzare l’identità degli appassionati e dei collezionisti. Dico questo innanzitutto per ringraziare quei lettori che in forma tradizionale e anche attraverso strumenti innovativi come la nostra Applicazione, hanno apprezzato i contenuti della rivista.
Ancora grazie, continuate ad utilizzare le nostre pagine per raccontarVi e raccontare dei Vostri sogni e dei Vostri viaggi.
Con amicizia


Francesco Chiolo
direttore responsabile
chiolo@editorialedelfo.com

 

 

 

 

 

 

 

L'UNESCO ha riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità l'Alfa Romeo Zagato.



 

ESSERE VANITOSI "HUMANUM EST"

Questa esperienza professionale con Slowdrive Magazine, scusate, ci ha reso orgogliosi o forse è meglio dire soddisfatti e sorpresi soprattutto per come sono stati accolti e apprezzati i nostri servizi di approfondimento messi a disposizione dei lettori con il sistema del QR Code. Ritenevo, a torto, che questo moderno sistema di offrire contenuti non fosse utilizzato e apprezzato appieno da quel profilo di lettore definito nelle ricerche “collezionista di auto storiche”. Ho dovuto prendere atto di cosa significa che nel mondo esistono 2300 miliardi di account social, che ogni account produce, distribuisce, condivide testi e audio-video per un pubblico potenzialmente illimitato. Tra questo pubblico anche i nostri lettori che sono più moderni e attenti all’innovazione di quanto l’oligopolio dell’editoria di settore produce e propone. Il lavoro dei miei giovani collaboratori mi ha portato a cercare soluzioni non convenzionali, a usare strumenti di dialogo e di informazione per portare in luce e promuovere sempre meglio la cultura della mobilità, “il piacere di guidare auto di ieri sulle strade di oggi”, fornendo spunti e pretesti per un turismo su gomma al più alto livello possibile. Alcune nostre pagine, scusate la vanità, mi sono parse come dei veri e propri inni corali alla realtà che il nostro bel paese offre, con strade e mete che vanno oltre la nostra capacità di immaginazione.

A proposito dell’interesse dei giovani verso il bello e la storia, e in particolare verso il mondo delle auto d’epoca, ho potuto constatare che esiste ed è vivo. Nel Museo Mille Miglia il piccolo gruppo di giovani Romagnoli ha trovato con sorpresa quello che non stavano cercando, credevano di visitare un tradizionale percorso museale mentre hanno fatto l’esperienza di vivere, per alcuni momenti, un Museo viaggiante che credo li abbia fatti sognare ad occhi aperti.
Hanno potuto toccare, si fa per dire, le magnifiche vetture esposte nel Museo in occasione della mostra “90 Anni 1000 Miglia”. Il loro interesse ed entusiasmo si è trasformato in un elogio corale al buon lavoro di Fabio Fedi, della direzione del Museo e del suo staff. L’impegno e la passione profusi - in primis dalla FIVA, a livello internazionale, e dall’A.A.V.S., per l’Italia - in modi, in luoghi e con strumenti diversi sono oggi il vero grande sostegno alla cultura di settore.

Bene, siamo in molti, tra questi anche noi, consapevoli che Slowdrive Magazine, grazie ai suoi lettori, è un progetto che può e deve continuare la sua strada.

 

Francesco Chiolo

Direttore Responsabile

chiolo@editorialedelfo.com

 

 

 

 

 

 

Il Vescovo Missionario Saveriano Monsignor Giorgio Biguzzi in visita al Museo Mille Miglia con un gruppo di giovani provenienti da Martorano / Cesena.



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